Cari amici,
da un articolo arrivato in redazione da Fondazione Pezzoli, la qualità della vita di chi soffre di Parkinson, rappresenta uno degli indicatori importanti.
Un recente studio qualitativo ha dato voce direttamente ai pazienti, esplorando il significato personale attribuito a questo concetto così centrale nella pratica clinica.
Dalle interviste emerge che la qualità della vita non dipende solo dai sintomi, ma soprattutto dalla possibilità di mantenere autonomia, relazioni, attività significative ed emozioni positive. Io aggiungo, come del resto anche per chi soffre di altre patologie.
Per lo studio hanno coinvolto ben 42 persone con malattia di Parkinson e domandato: “Cosa significa per te il termine qualità della vita? Se dovessi spiegarlo a qualcuno che non lo conosce, come lo definiresti?”.
Un gruppo multidisciplinare ha esaminato le risposte delle varie interviste, alla fine sono stati identificati 3 temi ricorrenti:
1. Le modalità attraverso cui si generano sentimenti positivi.
2. I sentimenti positivi che contribuiscono a una buona qualità della vita.
3. La qualità della vita intesa come uno stato mentale complessivo.
Un tema centrale emerso in moltissime definizioni è stato il poter continuare a svolgere attività che si amano; coltivare hobby; mantenere uno stile di vita ritenuto soddisfacente. Un’altra componente essenziale riguarda la dimensione sociale.
Per concludere, lo stato mentale è un punto focale nella malattia di Parkinson; i pensieri positivi; le emozioni positive aiutano; così come aggiungo sempre io, in altre malattie.
Porsi in maniera positiva davanti alla malattia secondo me, è molto meglio di tante medicine. La positività, l'ottimismo, mantenere costantemente attivo il cervello, aiutano i pazienti ma anche i caregiver, perché vi assicuro che influenzano sulla qualità di vita.
Per chi volesse avere maggiori informazioni sulla Fondazione che si trova a Milano, o sul Parkinson, ecco il loro sito: https://www.parkinson.it/

